giovedì 1 maggio 2014

ELOGIO DEL PERDONO NELLA VITA AMOROSA



INTERVISTA A MASSIMO RECALCATI 
PSICOANALISTA  ITALIANO
 
"ll perdono nella vita amorosa è un modo per ridare vita a qualcosa che il trauma del tradimento e dell'abbandono ha reso morto. Non a caso la cultura cristiana e anche Francesco I fanno del perdono la virtù più grande e specifica di Dio e dell'amore". Mentre in Europa si parla di poliamore (relazioni multiple accettate da un accordo di coppia) e la coppia aperta sembra diventare l'unica risposta possibile alla società frenetica in cui tutto, anche i rapporti, si disfano di continuo, lo psicoanalista Massimo Recalcati pubblica un elogio all'amore dal titolo Non è più come prima. Elogio del perdono nella vita amorosa (Raffaello Cortina editore, 160 pagine, 13 euro).
 
Come mai un libro sul perdono? E' un momento storico-sociale in cui questo concetto trova un senso più che in altri momenti?
"La vita amorosa attraversa di continuo il continente impervio del perdono. Non c'è coppia che non sia passata da questa strettoia. Perdonare e non perdonare? Soprattutto quando c'è in gioco il trauma del tradimento. Ecco, il perdono nella vita amorosa è un modo per ridare vita a qualcosa che il trauma del tradimento e dell'abbandono ha reso morto. Non a caso la cultura cristiana e anche Francesco I fanno del perdono la virtù più grande e specifica di Dio e dell'amore. Saper perdonare avvicina gli uomini a Dio? Può essere. In un mondo come il nostro fatto di odio e di invidie feroci ,l'accesso al perdono appare come un percorso faticosissimo ma capace di dare una gioia misteriosa...".


L'amore "per sempre" è un'utopia?


 "Che l'amore per sempre vada ridicolizzato è un'altra tendenza del nostro tempo.

Gli amori vanno e vengono, si sciolgono come la neve al primo sole.
Sono amori liquidi direbbe Baumann.
Il contrario dell'amore destinato all'eternità.
Sono amori che non sanno durare.
Certo, ci  si potrebbe anche chiedere se in un amore è più importante durare o consumarsi…
In ogni caso questo libro è un grande elogio all'amore che sa resistere alla corruzione del tempo, all'amore che sa durare.
Io diffido dell'idea che sembra egemone nel nostro tempo che i legami affettivi che durano nel tempo sono destinati a spegnere il desiderio.
L'esperienza dell'amore realizza esattamente il contrario: più l'amore dura, più il desiderio, anche erotico, è vivo.
Noi viviamo invece nella menzogna che la sola cosa che conti sia il godimento fine a se stesso.
Non il mondo vissuto INSIEME ma il mondo goduto dall'Uno".
 
Se esistono ,   quali sono le modalità per far resistere un rapporto agli accadimenti della vita?
"L'amore che dura è l'amore che vuole vivere ancora. Non sopravvivere. Lacan definiva la parola d'amore più alta quella che recita: "ancora".

Ancora come adesso, ancora come oggi, ancora e meglio di oggi , ancora te, ancora te per sempre.
Ancora non esige il ricambio del vecchio oggetto per il nuovo - come accade nella logica del capitalismo e del consumismo - ma mostra che il Nuovo è nel rinnovare l'amore nello Stesso.
Se questo miracolo esiste ,  allora l'amore dura e non si lascia consumare".

Ma l'uomo è naturalmente monogamo?
"L'uomo non è un ente naturale.

Gli istinti non sono per lui una bussola infallibile.
Oggi i neuroscienziati che si sono occupati di questi temi ci dicono che l'ebbrezza provocata dal primo incontro può durare al massimo 18 mesi…
Poi è destinata a calare.
Inesorabilmente.
Io credo che l'intensità dell'amore non dipenda dai livelli di dopamina, ma che si rinnovi a meno dalla forza del rapporto stesso.

 
Qualche sociologo già da qualche anno ha teorizzato il poliamore. Che cosa ne pensa? Crede che sia la naturale evoluzione della coppia nella società contemporanea?
"Penso sia una cazzata...".


Virginia Perini