mercoledì 21 marzo 2012

Il Forrest Gump Nero...!

Cassius Clay il forrest Gump Nero
Cassius Clay, alias Muhammad Ali. Il più grande pugile della storia della boxe e una delle più importanti figure sportive di sempre. Capace di vincere le Olimpiadi e il titolo mondiale dei pesi massimi. Capace di ricominciare da zero, e di riconquistare il mondiale per tre volte di seguito. Capace di finire in carcere, di perdere tutto, pur di non partire per la guerra in Vietnam. Capace ora di combattere a muso duro, senza timore, come ha sempre fatto, il match più difficile della sua vita con il morbo di Parkinson. Malattia che ti rode il cervello, ti blocca i muscoli e le parole."Sono nato negli Stati Uniti ma mi sento africano", Nel 1967, negli anni della guerra in Vietnam, molti giovani americani vengono chiamati alle armi. Ali è uno di questi. Rifiuta di arruolarsi per motivi religiosi. Un gesto che suscita molto clamore negli Stati Uniti. Oltre a una serie di pesanti ritorsioni: Ali finisce in carcere, gli viene tolto il titolo di campione del mondo, ritirato il passaporto e cancellata la licenza di pugile professionista. In primo grado, i giudici lo condannano a cinque anni di prigione, resta fermo due anni e mezzo, ma pochi mesi dopo vince la sua battaglia giudiziaria: la Corte suprema gli riconosce il diritto all'obiezione di coscienza. Cadono tutte le accuse, anche se i giornali lo disegnano ormai come un pugile sul viale del tramonto. Oggi ha 69 anni. Vive nella sua fattoria di 88 acri a Berien Spring, nel Michigan, con la sua quarta moglie Lonnie e nove figli. È un uomo forte anche nella malattia. "Ali è lucidissimo ancora oggi. Il corpo non risponde come dovrebbe ma la mente, la mente è quella di sempre. All'interno niente è cambiato in lui. È rimasto un combattente",